La pace

Oggi voglio fare poco. Posso fare poco. Ma tra il “poco” e il “niente” c’è un abisso.
“Il niente ci chiude nella gabbia della noia, dell’egoismo, della disperazione. Il poco è un passo sulla via della solidarietà, un saggiare la strada, un provare a noi stessi che siamo ancora giovani (o quasi!).. Il niente ci abbandona nelle mani dell’abisso; il poco ci apre spiragli di libertà, ci indica che forse potremmo fare qualcosa di più. Per questo, nel momento in cui viviamo, una finestra che si adorna della bandiera della pace, la partecipazione a una manifestazione, la decisione di non acquistare più il carburante della Esso, il tentativo di ritardare un convoglio che trasporta strumenti di morte, una notizia taciuta dalla televisione e fatta circolare tra gli otto milioni e mezzo di italiani che hanno soltanto quella fonte di informazione, tutto questo “poco”, moltiplicato per milioni, è di estrema importanza per la Terra e per la pace” (Ettore Masina).
Molto probabilmente lascerò un mondo peggiore di quello che ho trovato, sotto molti punti di vista. Probabilmente lascerò anche un’Italia peggiore, con italiani peggiori di quelli che mi hanno visto nascere e mi hanno educato.Probabilmente non avrò mai la possibilità di fare qualcosa di importante, di migliorare alcunché. Però sono convinto che sia una mia responsabilità riuscire a preservare per quanto possibile il buono che ho trovato, che ho ereditato così, senza alcuno sforzo, senza alcun merito. Sono nato nella pace e voglio preservare la pace. Questo è il “poco” che oggi mi prefiggo.

Lascia un commento