Il Covid non è una malattia. E’ un sintomo

Mi sembra che nell’informazione e sui social oggi, riguardo al Covid, ci sia troppa polarizzazione, soprattutto ora che il dibattito sull’obbligatorietà, necessità, efficacia, scopo, del vaccino ha cominciato a dividere le opinioni di molti.

Io credo che abbiamo perso di vista il problema principale, e lo abbiamo fatto perché la politica, che ci ha plasmato fino a rappresentarci davvero, ci ha dirottato su problemi secondari, utili da una parte a preservare l’ordine dominante e dall’altra a rifocillare le solite lobbies industriali che speculano su tutto, anche sul dolore. E noi abbiamo assecondato questa narrazione, perché è comunque meno destabilizzante della messa in discussione del nostro stile di vita, fatto di sprechi e sfruttamenti. Così ci siamo ritrovati a “combattere il Covid”, “contenere il Covid”, “immunizzarci dal Covid”. Come se il Covid fosse il problema. Come se se il covid fosse la malattia.

Il Covid non è la malattia. Il Covid è un sintomo.

Stiamo spendendo tutte le forze economiche e sociali per curare un sintomo e lasciare che la malattia vera progredisca in maniera indisturbata. Una malattia che esploderà con più violenza tra qualche anno, forse con un nuovo virus, o una nuova variante, o con un evento climatico disastroso o una nuova guerra mondiale, che ci troverà con mascherine griffate e l’immunità a un virus ormai innocuo. Il paradosso è che tutto quello che stiamo facendo per curare il sintomo sta addirittura aggravando la malattia. Come un cortisone che placa l’infiammazione, ma aggredisce il sistema immunitario e lo rende più debole. Mascherine, vaccini, distanziatori di plexiglass, guanti, tute monouso, mezzi di trasporto privati, alimentano quel mostro industriale e inquinante che è parte del problema. La chiusura di luoghi di cultura e di socializzazione, la riduzione dei viaggi e delle occasioni di incontro e confronto indeboliscono lo spirito, depotenziano il pensiero critico. E tutto questo è sorretto da una politica incapace di incidere in maniera significativa sulla causa del problema, che è un sistema economico insostenibile, fatto di sfruttamento incontrollato delle risorse del pianeta. Di tutte le risorse: minerali, vegetali, animali, umane.

Ci stiamo dividendo sull’opportunità di farci iniettare il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) o sull’effettiva necessità della chiusura delle scuole o dei ristoranti, ci stiamo dividendo tra devoti alla Sacra Scienza e devoti a una Teoria cospirativa, ma abbiamo perso di vista l’unico vero problema, e cioè che il Covid in qualche modo passerà, ma saremo comunque esposti a nuove e forse più violenti sintomi, perché non abbiamo voluto affrontare la malattia. Non abbiamo voluto mettere in discussione uno stile di vita dannoso per il pianeta e per tutti i suoi abitanti, noi compresi. Non abbiamo voluto ammettere che il capitalismo liberista, tra tutte le teorie economiche, nonostante sia stato lo stimolo di una creatività e di uno sviluppo inimmaginabile, non è sostenibile e questo lo rende il peggiore tra i modelli economici possibili.

Articolo pubblicato anche sul Fatto Quotidiano

Commenti

Stefania ha detto:

Condivo il tuo pensiero Nicola! È necessaria una rivoluzione culturale.

admin ha detto:

Che bello ritrovarti qui Stefania! Ho un articolo che posterò tra qualche giorno sull’Agile, che mi è già stato pubblicato su Linea Diretta IT 🙂

Daniela Fregosi ha detto:

Curare i sintomi e non le malattie è purtroppo una dinamica a cui gli esseri umani, soprattutto occidentali, son ben avvezzi. Ricordarlo è decisamente utile visto che il Covid ha un pericoloso potere distraente . Grazie Nicola

Iside ha detto:

Condivido tutto e apprezzo il tono civile, lucido con cui è espresso.
Bravo Nic
Grazie

admin ha detto:

Eh ma noi siamo connessi ♡

Emanuele Terzuoli ha detto:

Condivido tutto, anche se il collegamento tra la presenza di un virus (che non è il primo della nostra storia) e la “malattia” capitalismo è tutto da dimostrare. Di sicuro però il modo in cui la classe politica e le potenze economiche del pianeta affrontano e gestiscono questo tema (che ora risalta, ma che è uno dei tanti) è distruttivo. Non si mette mai al centro del discorso il futuro, si tira a campare come quello che prende un prestito per pagarne un altro, sperando che la cosa possa funzionare all’infinito. Ma la soluzione qual è? E non intendo chiedere cosa c’è da fare per risolvere, ma come si convincono i signori di cui sopra a farlo… perché piccoli gruppi ribelli da soli non bastano se il macchinone va avanti a testa bassa.

admin ha detto:

Emanuele, quale che sia l’origine del Covid (errore di laboratorio, esperimento bellico, salto di specie tra animali nel mercato della carne) c’è sempre di mezzo questo sistema economico che si basa sul profitto e la competizione. Quale che sia l’origine, la causa è l’uomo, per come agisce adesso.

La soluzione è una politica ecologista e pacifista sovranazionale: niente più allevamenti intensivi, niente più sfruttamento delle risorse ambientali, ampia cooperazione internazionale per la sopravvivenza della pianeta e quindi della specie

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